Comune di Figline e Incisa Valdarno

10/20/2020 | Press release | Distributed by Public on 10/20/2020 10:39

Venerdì 23 ottobre, al Giardino, si conclude il progetto 'La casa degli strani'

con l&39;omonimo almanacco prevede un ciclo di incontri tematici sugli emarginati della società.

Per l'occasione il centro sociale Il Giardino (giardini Dalla Chiesa, Figline) ospiterà la presentazione, a cura di Angelo Australi, di 'Non luogo a procedere' di Claudio Magris (edito da Garzanti ad ottobre 2015).

QUALCHE DETTAGLIO SULL'INCONTRO - 'Non luogo a procedere' si sviluppa attorno alla storia di Luisa, una giovane donna erede dell'esilio ebraico e della schiavitù dei neri, incaricata, insieme ad un ricercatore, di allestire un 'Museo della guerra' con i materiali scampati all'incendio, portando a compimento il sogno inseguito dall'uomo che sacrifica la vita alla sua maniacale costruzione.

Di quest'uomo non verrà mai svelato il nome, che sia stato ispirato dall'intellettuale triestino Diego De Henriquez lo scopriamo grazie alla nota finale di Claudio Magris. Diego De Henriquez ha inseguito ossessivamente per tutta la sua esistenza il bisogno di realizzare un museo sulla guerra per arrivare a un'idea concreta della pace. Lo scopo di questo museo è quello di testimoniare la necessità della pace attraverso tutto ciò che gli è di più lontano e di contrapposto, esponendovi tutte le armi ed i materiali necessari alla guerra, un po' come dire che per superare un problema così terrificante è necessario riuscire a conoscerlo fino in fondo, avere il coraggio, la perseveranza, la forza di volontà per andare oltre il punto dove la soluzione si prospetta prima del muro di nebbia che ci fa tanto tremare di paura, oltre il quale ci sono gli orrori e le atrocità di cui è stato capace l'uomo durante i due conflitti mondiali del XX secolo.

'Per la cronaca quel museo a Trieste oggi esiste - spiegano gli organizzatori -. Si tratta del Museo Henriquez della guerra per la pace, è stato costruito sulla sua debordante collezione costituita da una marea di oggetti inventariati. Migliaia e migliaia tra aerei, carrarmati, addirittura un sommergibile, e poi armi, fotografie, diari, libri, manifesti e volantini, stampe, carte geografiche e topografiche, fondi archivistici, documenti musicali, quadri, e un fondo di ben 250 documenti cinematografici conservati all'Istituto Luce di Roma.
Dietro alla nascita di questo museo c'è una storia lunga. Nel 1969 l'amministrazione triestina decide di sostenere la realizzazione di un museo civico, mettendo a disposizione del promotore alcuni capannoni dove esporre tutto il suo patrimonio di armi e documenti. Diego De Henriquez morì in circostante misteriose il 2 maggio del 1974, nel corso di un incendio sviluppatosi durante la notte nel capannone in cui dormiva tra gli oggetti del suo museo ancora da realizzare. Circostanze così misteriose portarono ad un'inchiesta e ad un processo conclusosi con un nulla di fatto. Secondo alcune testimonianze, tra i reperti del suo museo c'erano delle trascrizioni murali eseguite dai prigionieri della Risiera di San Sabba, l'unico forno crematorio italiano, dove furono crudelmente uccisi migliaia di ebrei e di partigiani. Queste scritte sui muri riportavano anche i nomi di alcuni collaborazionisti triestini, diventati in seguito dei personaggi di spicco della città, che non volevano certo apparire coinvolti in quelle ignobili stragi, in quegli orrori. Testimonianze trascritte in un taccuino da Diego De Henriquez nell&39; è proprio in queste scritte murali fatte sparire due volte, la prima sotto un manto di calce, la seconda, definitiva, nel rogo che avvolse i capannoni e uccise l'uomo e la memoria di chi le aveva documentate'


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Di questo e di tanto altro ancora si parlerà nel corso del pomeriggio al centro Il Giardino venerdì 23 a partire dalle 17,30.
Per rimanere aggiornati su tutte le iniziative a Figline e Incisa si rimanda al sito www.fiv-eventi.it