Consorzio SBCR Sistema Biblioteche dei Castelli Romani

04/17/2017 | Press release | Distributed by Public on 04/20/2017 16:45

Sistema bibliotecario policentrico di area vasta: primo workshop

17 Aprile 2017

Si è svolto a Roma giovedì 13 aprile nella bella location dell'ex Cartiera Latina, sede del Parco dell'Appia Antica, il primo whorkshop dedicato al progetto 'Sistema bibliotecario policentrico di area vasta', finanziato dalla Regione Lazio, che punta alla creazione, nell'area metropolitana di Roma, di una nuova tipologia di sistema bibliotecario che inglobi le esperienze bibliotecarie locali in un coordinamento più vasto in grado di offrire e supportare, con servizi studiati ad hoc, il funzionamento e le attività delle singole istituzioni.

In Italia la situazione delle biblioteche è altamente frammentata: le biblioteche non sono poche - una ogni 4400 persone - ma spesso lavorano singolarmente, non riunite in sistemi, con grandi difficoltà gestionali e senza una rete di servizi che le supporti.
Il Lazio è la seconda regione italiana per numero di biblioteche, con 9 sistemi bibliotecari (oltre alla Istituzione delle biblioteche di Roma), tre dei quali insistono nell'area metropolitana di Roma: Castelli Romani, Monti Prenestini e Ceretano Sabatino. Questi ultimi tre sistemi, assieme a un cospicuo numero di biblioteche civiche non ancora organizzate in sistema - Allumiere, Artena, Fiano romano, Civitavecchia, Colleferro, Castel Madama, Mentana, Monterotondo, Roviano, Subiaco, Tivoli - stanno ora muovendo i primi passi verso la realizzazione di un Sistema Bibliotecario Metropolitano Policentrico. Di che cosa si tratta?

«Fare sistema non è una novità e neanche ipotizzare un Sistema di Sistemi» - ha esordito in apertura Alessandro Hinna della società Struttura incaricata di collaborare alla realizzazione del progetto. La novità sta nel fatto che il lavoro avviato poggia su reti già consolidate e aggrega nel percorso altre realtà.
Il modello policentrico si basa su tre livelli di servizio: la biblioteca, come elemento di prossimità al territorio ed erogatore diretto dei servizi ai cittadini; il sistema territoriale come nodo di raccordo e di supporto in un ambito definito; il sistema metropolitano come luogo di coordinamento e di gestione dei servizi trasversali a tutto il territorio. L'idea di una struttura policentrica intende naturalmente valorizzare le realtà esistenti, favorire ulteriori processi di aggregazione sistemica, rafforzandone le specificità in un'ottica di rete.

Negli ultimi mesi, grazie a tale progetto le biblioteche hanno ripreso a parlare e a porsi insieme la domanda epocale di chi sono, cosa vogliono diventare, con chi costruire reti e alleanze. Hanno cominciato anche a promuovere eventi in maniera coordinata - 'prove di sistema' - e soprattutto, hanno lavorato concretamente alla fase di analisi dei propri punti di forza - da mettere a fattor comune - e dei propri punti di debolezza, per individuare le funzioni da mettere a sistema e quelle da lasciare alle singole realtà utilizzando 'geometrie variabili'.

Tra le funzioni che gli operatori, presenti in gran numero, hanno individuato da mettere a sistema sono emerse con maggiore forza la catalogazione e la gestione in rete dei patrimoni bibliotecari, la formazione comune di chi lavora nelle biblioteche, la disponibilità e la selezione del personale, la progettazione comune su bandi europei, la comunicazione di rete, il prestito interbibliotecario, il fundraising, e la 'voice', ossia come le biblioteche sono percepite a livello istituzionale e decisionale.

«Le biblioteche» - ha dichiarato Ester Dominici - «nonostante le difficoltà e la scarsità delle risorse a disposizione, oggi comunque posseggono e possono condividere un patrimonio di competenze e di esperienze trentennale che, se messo a fattor comune, può fare la differenza (…) Le biblioteche non possono arretrare, pena l'arretramento complessivo di porzioni di territorio che verrebbero private della risorsa più importante per l'attuale contesto sociale che è la conoscenza, la fonte cui attingere per qualsiasi soggetto, azienda, individuo che voglia intraprendere e vivere delle proprie capacità e competenze».

Non nuova, ma innovativa nelle politiche da attuare e rivoluzionaria per la nostra area territoriale, è la visione d'insieme di questo progetto, una visione che presuppone il superamento di egoismi e campanilismi, e che punta a integrare le politiche culturali, sociali e di promozione territoriale a partire dalle realtà concrete già esistenti, rispettandone la storia e l'autonomia, ma lavorando per valorizzarle in un'ottica di rete.

Giacomo Tortorici, direttore del Consorzio SBCR, ha così concluso l'incontro all'ex Cartiera Latina: «Oggi è iniziato il movimento verso il futuro delle biblioteche!»